Vino di Marino
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Storia del Vino di Marino


Il legame tra Vino Marino, tradizione, storia, territorio, cibi semplici ma antichi come la bruschetta, le ciambelle, i primi, la carne ed il pesce, tipici dell'area romana è estremamente forte.
Il Vino Doc MARINO dal punto di vista culinario può essere bevuto tutti i giorni, date le sue caratteristiche, anche con i tipici antipasti romani o italiani come carni bianche e formaggi.

Riscoprire il Vino Marino con i suoi abbinamenti tipici significa tenere in vita il suo legame con la cultura del territorio e diffonderla.
Il Vino Doc MARINO, però non entra a far parte solo della cucina: esso era e torna ad essere il naturale corollario di momenti di piacere e svago. Infatti il Consorzio vuole anche agevolare il diffondersi nuovamente di questa immagine del Vino Doc MARINO che nei tempi passati era forte e naturale. Troviamo sia positivo, per un vino bianco e gradevole come il Vino Doc MARINO, tornare a far sì che il legame festa-vino sia giusto e naturale.

Quanti secoli sono passati, eppure non più solo presso i romani, ma in tutto il mondo, il Vino di Marino è gustato ed apprezzato.
Il Vino Marino è vino di imperatori e Papi. Nel 1536 fu servito alla mensa di Carlo V, l'uomo più potente del mondo, l'imperatore sul cui regno, si diceva, non tramontasse mai il sole, per quanto era esteso il suo dominio da un continente all'altro. Ebbene, vuoi perché proveniente dalla vigne marinesi dei Colonna suoi alleati (puniti per causa sua dal Papa dieci anni prima con la distruzione del castello di Marino), vuoi perché gli piacesse veramente, ebbe ad elogiarlo sopra tutti gli altri presenti alla sua pur vasta mensa.

Sagra dell'uva Insomma Marino è una città che può andare fiera del suo vino e che difatti lo è. A tal punto che nel corso della Sagra dell'Uva, forse prima in Italia in ordine di tempo, senz'altro la più famosa, i marinesi sono così fieri del loro vino da invitare gli stranieri a constatare che dalle fontane pubbliche della città, naturalmente dotate di acque per tutto il resto dell'anno, in tale occasione zampilla vino puro.
La Sagra dell'Uva è la principale festa di Marino e si svolge la prima domenica di ottobre di ogni anno, giorno dedicato alla Madonna del Rosario, ricordata dalla Chiesa anche come Madonna della Vittoria, viene celebrata quale protettrice della spedizione navale inviata dalla Lega Santa promossa da Papa Pio V contro i turchi, che nel giorno del Signore 7 ottobre del 1571 furono sconfitti duramente nelle acque di Lepanto dalle potenze cattoliche europee, per lungo tempo minacciate dallo straripante espansionismo ottomano. A quella battaglia i marinesi sono particolarmente legati, in quanto uno dei maggiori fautori della riportata vittoria, sia sul piano diplomatico, sia sul piano strategico, fu il signore di Marino Marcantonio Colonna. Una processione si snoda attraverso le vie del paese per giungere nella piazza antistante la basilica di S. Barnaba (patrono della città) dove l'uva Doc MARINO viene benedetta ed offerta alla Vergine; il pomeriggio è invece dedicato alla celebrazione vendemmiale vera e propria.
La festa di Marino fu ideata nel 1925 da uno dei suoi figli più illustri, il poeta e drammaturgo romanesco Leone Ciprelli, coetaneo di Trilussa e amico di Ettore Petrolini che celebrò i fasti della sagra di Marino con la notissima canzone "'Na gita a li Castelli". La festa che in vari lustri ha contribuito non poco a rendere nota la città nel mondo, ebbe come scopo fondamentale quello di valorizzare il prodotto vitivinicolo, il Vino Marino, che era alla base dell'economia locale fino a qualche decennio fa.